
New York 1935
MAIO
Un freddo insopportabile penetrava in profondità insinuandosi come un serpente nelle trame dei vestiti; eppure Maio avrebbe dovuto essere abituato alla rigidità degli inverni newyorkesi.
Gli angoli del Lower East Side erano un incrocio di gente solitaria con lo sguardo perso, coppie che camminavano spedite una accanto all’altra e gruppetti di giovani che scomparivano inghiottiti dalle porte dei club.
Poi c’erano i tassisti e le volanti di polizia, che calcavano l’asfalto nero e freddo, protetti nei loro abitacoli dal chiasso che fuoriusciva dai locali.


