Prima dei telefonini

PRIMA DEI TELEFONINI

-Eccoti. Com’è andata la giornata?

-Bene, e la tua?

-Tutto a posto. Novità?

-Nessuna.

-Io invece stamattina ho visto Leo, mi ha chiesto come mai non c’ero alla cena di classe di venerdì scorso…

-E tu che hai risposto?

-Che nessuno mi ha invitato! Stronzi!

-Ti sbagli. Ti aveva invitato Sara.

-Sara? Ma se non la sento da due anni…

-Te l’ha scritto nella lettera.

-Quale lettera?

-Quella che è arrivata un paio di settimane fa.

-L’hai aperta?

-Beh sì. Dato che Sara non ti scrive mai ho pensato potesse essere qualcosa di urgente.

-Va beh, vediamo questa lettera.

-Che pretese, chissà dov’è finita, con tutto il casino che c’è in questa casa. Comunque, dato che sabato arriva tua sorella da Milano, potreste fare una rimpatriata tutti insieme se ci tieni così tanto.

-Sabato arriva mia sorella? E come mai non ne so niente? Te l’ha scritto Sara nella lettera?

-No, l’ha scritto tua sorella direttamente. In un’altra lettera.

-E tu hai letto anche quella?

-Per sbaglio: ha la stessa calligrafia di mia cugina! Quando mi sono accorta che era indirizzata a te, dato che ormai l’avevo aperta tanto valeva che la leggessi, non credi? Sai che non è mia abitudine leggere la posta altrui.

-Per carità, e perché mai dovrei pensarlo? Dunque mia sorella sarà qui sabato?

-No, arriva sabato prossimo. Questo sabato rientra da Zurigo, non sai che ha un nuovo flirt?

-Ma come, di già? Ma se ha appena divorziato… Lo ha scritto lei?

-No, questo l’ho saputo da Stefano.

-Stefano? Che c’entra Stefano ora? Quando l’hai visto?

-Non l’ho visto, ti ha scritto anche lui. Li ha incontrati per caso in un bar, erano mano nella mano e tua sorella ha dovuto confessare! Del resto ha tutto il diritto a rifarsi una vita, non credi?

-Hai aperto per errore anche la lettera di Stefano?

-No, non per errore. Pensavo fosse diretta alla famiglia.

-Bene, immagino che non potrò vedere nemmeno questa di lettera…

-Scusa ma credo proprio di averla buttata. Per sbaglio. Comunque non diceva nient’altro di interessante. Se no te l’avrei detto. Sai bene che non amo leggere la corrispondenza non mia.

-A questo punto comincio a dubitarne!

-Calma, ti si sta gonfiando quella vena che hai sul collo. Bevi questo su…

-Ma cos’è??

-Un bicchiere d’acqua.

-E perché è torbida?

-Ma niente, c’è dentro un goccino di Calmidol. É contro l’ansia.

-Ma io non…

-Su su, quante storie. Non vorrai fare la fine di tua nonna?

-Perchè, che fine ha fatto mia nonna? Per avere 95 anni sta più che bene direi!

-Ma come, non ti ricordi? É morta il mese scorso, povera cara. Te l’ha scritto tua madre.

-Cos… ma che caz..

-Forza, fatti coraggio.

-Ma perché non me l’hai detto??? Maledizione, povera nonna…

-Lo so, lo so. Comunque non ha sofferto. Se questo può consolarti non si è accorta di niente.

-Ma ti sembra questa la maniera di agire?

-Oh senti. Non trattarmi così sai… mi spiace tanto per tua nonna, ma ti stai comportando come se fossi responsabile di quello che le è accaduto!

-Ma no, non dico questo, però…è che…

-Suvvia. So io come farmi perdonare. Ecco qua.

-Una lettera?

-Esatto. Indirizzata a te!

-Questa non l’hai aperta?

-Ma cosa vai a pensare? Guarda: è ancora chiusa. É dell’agenzia delle Entrate. Chissà cosa vogliono 😁

(di Agatha Orrico)


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