Il venditore porta a porta

Driiiiiiin

– Chi è?

– Salve.

Salve…

– Posso sapere con chi ho il piacere?

– Ma se ha suonato Lei, la domanda non dovrei farla io?

– Chieda pure!

– Ok…chi è??

– Siamo della Vorverk.

– Le dico subito che se siete qui per…

– Ahahah…

– Scusi?

– Ahahah…

– ?? Guardi che non ho tempo da perdere…

– Ah si? E perché, cosa stava facendo di bello?

– Ma saranno affari miei, mi scusi eh…

– Scommetto che stava scopando, ho indovinato?

– Guardi che se è un doppio senso giuro che scendo e La picchio con la busta dei surgelati!

– Ahahah

– Di nuovo…

– Mi piace la Sua ironia. Carissima intendevo scopare perché noi siamo i rivenditori dell’aspirapolvere folletto.

– Ma perché parla al plurale, in quanti siete? Vabbé, lasciamo perdere. La ringrazio ma sono a posto.

– Lo dicono tutte, e poi…

– Intendo dire che non mi serve il Vostro prodotto.

– Mi perdoni cara, Lei ha già un folletto in casa?

– No, ma ne ho uno di un’altra marca.

– Possiamo vederlo? Sa, a noi interessa indagare la concorrenza.

– No lo tengo nello scantinato perché è rotto.

– Ah, ma allora se è rotto può acquistare una delle nostre fantastiche scope elettriche!

(acc…come darsi la zappa sui piedi, starti zitta mai eh?) No, La ringrazio, uso la scopa classica io.

– Classica?

– Si, ha presente quella cosa col manico in legno che vai avanti e indietro per la casa raccogliendo polvere…

– Ah, ho capito, Le piace il vintage.

– Come scusi?

-Suvvia Signora, siamo nel nuovo millennio, la scopa manuale è superata, è roba per nostalgici.

– Beh sa che Le dico, a me piace il vintage, mi piacciono le scope a mano (?!), sono nostalgica e pure old style. (Tiè). Ma si sta divagando. Ora La saluto.

– No Signora non riagganci. Le rubiamo solo un minuto.

– Mi dispiace ma Le ripeto che non mi serve niente.

– Possiamo salire?

– Ma santa paletta, se Le ho detto che non compro niente…e poi sono in pigiama.

– Svegliata tardi eh? (risatina)

– Ma cos…a parte che sono le 8 e un quarto…

– Eh, noi siamo mattinieri, siamo gente che lavora NOI…

– Io invece…comunque, se vuole saperlo, qua tra lockdown e zona rossa ormai mi cambio solo per andare all’ipercoop…

– Ahahah

– Che ha da ridere??

– No niente. Scommetto che indossa uno di quei pigiamoni felpati con un bell’orsacchiotto al centro…

– Ma lei come fa a…senta…

– Pensi che ne aveva uno anche la mia ex moglie, quando entrava sotto le coperte faceva le scintille strusciando contro il piumone…era in acrilico…

– Bene, mi dispiace per la sua ex ma questa ironia è fuori luogo. In ogni caso non faccio salire estranei coi tempi che corrono.

– Nessun problema, se scende Lei le facciamo una dimostrazione sul pianerottolo.

– Sul pianerottolo?

– Si, qui c’è uno zerbino mooooolto sporco.

– Scusi che vorrebbe insinuare, colgo del sarcasmo…

– Ma noooo cosa va a pensare? Comunque. Non ce ne sarebbe bisogno dato che è già mooooolto sporco, ma abbiamo qui materiale sporcante da aggiungere…

– Materiale sporcante??

– Si…gusci di uova, fondi di caffè, bisognini del cane…

– Ma che schifo!!! E poi il cane non ce l’ho.

– E come mai Signora? Non le piacerebbe un bel cucciolotto che gira per casa? Io invece ne ho uno, si chiama Filippo, ha presente il principe…

– Questa conversazione sta diventando surreale…

– Comunque Le dicevo, il materiale sporcante è per la dimostrazione. Noi buttiamo tutto sullo zerbino, una passata et voilà: tutto pulito.

– No guardi, davvero. Io non voglio farvi perdere tempo. Tanto non lo compro.

– Sicura?

– Sì.

– Sicura sicura sicura?

– Sììììì!! Sicurissima! Arrivederci!!

Driiiiiiin

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– Mamma, ma che è stato?

– Niente tesoro, è quello scassaminchia del gatto del vicino che ha imparato a suonare i campanelli. L’ho colpito dalla finestra con la busta dei surgelati.

(di Agatha Orrico)


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