
Brescia, Settembre 2014 – Se da anni tra gli addetti al settore si vocifera circa la morte del rock in Italia, ho appena assistito alla sua rinascita. Parlare di risurrezione può forse apparire eccessivo, ma in campo musicale riprendere il discorso dei grandi del rock portandoli al presente con nuova luce e senza farne una caricatura è impresa ardua.
Sto parlando di Timothy Cavicchini, conosciuto dal pubblico per essere stato il vincitore morale del programma televisivo The voice of Italy.
Forte dei consensi ottenuti dal pubblico che gli ha riservato un secondo posto in finale, e da mostri sacri della musica e tv quali Cocciante, Carrà e Pelù, si ripresenta in tour dopo la parentesi televisiva, come front-man della sua band originale, gli Ostetrika Gamberini.

Il concerto da il via a un’intensa scaletta di brani nella più genuina tradizione del rock internazionale, con cover tra le altre di Bon Jovi, Guns ‘N’ Roses, Red Hot Chili Peppers, System of a Down.
Ma cos’è che infervora tanto gli animi, tanto da portare pacifiche signore di mezza età a dimenarsi sui tavoli cantando a squarciagola?
Si chiama rock amici. Rock puro, vivace, che entra fin nelle viscere, canzone dopo canzone, in un miscuglio azzeccatissimo di cover sorprendentemente attualissime.
Una gran voce Timothy Cavicchini, artista eclettico che, dietro una presenza fisica affascinante, sa gestire con disinvoltura il palco, rivelando un timbro pieno e graffiante, non risparmiando esplosioni di energia da rocker navigato, spesso ai limiti della strafottenza.
Bravi anche i musicisti che riempiono l’ambiente di sound ed energia positiva.

Nonostante la popolarità il musicista mantovano non ha abbandonato i suoi (e qui lasciatemi fare una considerazione del tutto personale: oggi che i gruppi ci hanno abituato a sciogliersi dopo il 2° album, vedere tanta aggregazione fa bene alla musica e dovrebbe valere da insegnamento per chi vuol fare con serietà questo mestiere).
Dopo due ore di musica tiratissime e prive di pause arrivano gli inediti, volutamente collocati in fondo alla scaletta, perché i ragazzi sanno anche scrivere.
In attesa che si possano aggiungere nuovi capitoli alla storia musicale di Timothy Cavicchini e la sua band… che il rock sia con noi.
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